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La Pieve di San Donato a Mugnana si trova in cima ad una collina nei pressi di Chiocchio, una piccola località nella frazione di Greve in Chianti. Le origini di questa chiesa risalgono intorno all’anno 1000, quando i terreni su cui è stata edificata erano di proprietà della famiglia dei Bardi di Vernio, famosi per essere stati i banchieri di fiducia della famiglia dei Medici oltre che proprietari del Castello di Mugnana. Nel corso degli anni la pieve ha subito numerosi cambiamenti e ristrutturazioni che hanno portato più volte una conversione dello stile originale con cui era stata progettata. Da qui è possibile godere di una bellissima vista sulle colline chiantigiane in piena tranquillità grazie alla sua posizione.
Struttura ed opere
La struttura esterna della Pieve è piuttosto semplice; la facciata si presenta in stile neoromanico, a seguito dell’ultima ristrutturazione avvenuta negli anni ’30, arricchita solamente da una lunetta raffigurante la Madonna col Bambino. Alla sua destra si può individuare il campanile, anch’esso in stile neoromanico. Internamente presenta una navata unica, nella quale ospita numerose opere interessanti come la rappresentazione della via crucis; gli altari in pietra serena posti lungo le pareti laterali; numerosi affreschi rappresentanti molti santi (Santa Margherita, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Bernardo, San Francesco di Sales, San Giovanni Bosco, San Girolamo e San Gregorio) di cui purtroppo non conosciamo l’autore; un busto ligneo di San Donato; alcuni reliquiari del Settecento che si trovano nella sacrestia. Le origini della Pieve risalgono intorno agli anni mille, così come il vicino castello di Mugnana, sotto la proprietà della famiglia dei Bardi. Sin dai primi secoli della sua vita questa chiesa si è resa protagonista di numerosi cambiamenti di stile; già nel corso del ‘300 la pieve è stata riammodernata in stile romanico, per poi subire ulteriori modifiche nel corso del XVII secolo quando venne attuato un rifacimento che la spingesse verso uno stile barocco. Successivamente vi sono stati altri due importanti interventi, nel 1843 e nel 1934, che hanno ritrasfomato lo stile della pieve riportandola verso un carattere neoromanico su progetto di Raffaello Franci che era un frate francescano.
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